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QUEEN EYE – CHI SONO LE NUVOLE al Castello di Susa per la Giornata Mondiale contro l’Omofobia

QUEEN EYE – CHI SONO LE NUVOLE al Castello di Susa per la Giornata Mondiale contro l’Omofobia

COMUNICATO STAMPA

QUEEN EYE

CHI SONO LE NUVOLE

Il 17 maggio, Giornata Mondiale contro l’omofobia, nel Castello di Susa dalle 18.30 alle 19.30, all’interno della mostra “QUEEN EYE, uno sguardo al femminile”, il Museo Civico Castello di Adelaide Città di Susa e Associazione Artemide, in collaborazione con Associazione Artemixia, presentano l’evento “Chi sono le nuvole”: perfomance live di Henni Rissone e Rosalba Castelli, un racconto in forma di carne e cielo, un viaggio intorno alla costruzione e svelamento del sé.

Prendendo le mosse dal mediometraggio di Pier Paolo Pasolini “Che cosa sono le nuvole” del 1967 e collegandolo al progetto pittorico C(i)elate, realizzato da Rosalba Castelli e le cui opere sono esposte all’interno della mostra, la performance tenta il racconto di questa umana ricerca.

“La verità soggettiva è così frangibile ed eterea come una nuvola ma altrettanto meravigliosa. Nasciamo pre-detti in un mondo che ci conforma a una immagine e siamo come burattini sospinti nel teatro del mondo, recitiamo un testo pre-giudiziale che è l’unico, paradossalmente, che ci consente un ingresso in scena”, racconta Henni Rissone, psicologa e ideatrice della performance, e prosegue: “Qualcosa però, sottoforma di domanda, nel momento in cui incontra un ascolto da parte di un altro – non un altro qualsiasi – consente il riconoscimento di quella verità senza testo e può dare forma a una bellezza senza nome non più pre-giudicata ma semplicemente “straziante”. Dopo aver preso consapevolezza di ciò che si è e di quello che si può essere con l’altro, allora ci si può rivolgere al mondo portando, ognuno a modo suo, la propria bellezza.”

Nel cortometraggio di Pasolini a interrogarsi su cosa sia la verità è un Otello sconcertato, impersonato da Ninetto Davoli: “Ma allora qual è la verità? Quello che penso io di me, quello che pensa la gente o quello che pensa quello là dentro?”. La risposta che gli fornisce Totò nei panni di Jago è illuminante: “Senti qualcosa dentro di te? Concentrati bene! Senti qualcosa? Eh? Quella è la verità… Ma ssst, non bisogna nominarla, perché appena la nomini non c’è più…”

Nel progetto pittorico C(i)elate, protagonista è la verità nascosta, qui rappresentata nella forma di amore tra due donne, restituito da uno sguardo di donna, armonie cesellate in scorci di cielo, denudate della loro nudità, mostrate ma celate; spesso obbligate a nascondersi, nell’opera sono c(i)elate nello svelamento. R. Castelli ottiene questo risultato sperimentando un linguaggio pittorico che vuole ricordare il negativo fotografico, dove le luci prendono il posto delle ombre e viceversa. L’intento è quello di raccontare, attraverso l’epurazione dell’elemento carnale, una verità spesso raffigurata al contrario ponendosi in assoluta antitesi alla rappresentazione dell’amore saffico che si richiama all’immaginario di stampo pornografico maschile, evidenziando al contempo la legittimità di un amore considerato ancora in molte società non autorizzato.

Lo “sguardo di donna” è il tema intorno al quale si sviluppa l’intero progetto rappresentato dalla mostra Queen Eye promossa da Associazione Artemide, ideazione e curatela di Stefano Angelo Paschero. Regine, madri, imprenditrici, migranti… le donne sono protagoniste della mostra nelle loro mille sfaccettature. Sulle tele o davanti all’obiettivo prendono vita i lavori degli artisti Gabriele Bosco, Anna Branciari, Gianni Caruso, Rosalba Castelli, Venere Chillemi, Pamela Cirella, Enzo Gargano, Sara Francesca Molinari, Matilde Negro, Anna Olmo, Davide Pognant Gross e Marco Sciarpa. “Settanta opere selezionate per la loro capacità di indugiare sul femminile”, racconta Paschero, “La mostra porta così alla luce storie sconosciute di donne, di ordinaria quotidianità, elevandole a narrazione metaforica e poetica.”

La mostra, patrocinata dalla Città di Susa, inaugurata il 26 aprile è visitabile fino al 16 giugno nei seguenti orari: venerdì, sabato e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18.

Riferimenti telefonici – e-mail: 3711607141 castellosusa@gmail.com

 

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